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Parco Archeologico di Paestum e Velia

Parco Archeologico di Paestum e Velia

Il Parco Archeologico di Paestum e Velia rappresenta uno dei complessi archeologici più straordinari d’Italia e del Mediterraneo, un luogo dove storia, paesaggio e cultura si fondono in un racconto millenario che attraversa la Magna Grecia e l’età romana. Inserito dal 1998 nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, il parco unisce due siti di eccezionale valore: l’antica Poseidonia, oggi Paestum, celebre per i suoi templi dorici perfettamente conservati, e l’antica Elea-Velia, città fondata dai Focei nel VI secolo a.C. e culla di una delle più importanti correnti filosofiche dell’antichità.

L’area di Velia, istituita come parco archeologico nel 2005 e oggi integrata nel sistema di Paestum, si estende su circa 90 ettari e si configura come un autentico museo a cielo aperto immerso in un paesaggio di grande suggestione, tra uliveti e macchia mediterranea. Qui, le strutture dell’antica città si inseriscono armoniosamente nel contesto naturale, offrendo al visitatore un’esperienza unica, in cui il patrimonio archeologico non è isolato ma dialoga continuamente con il territorio circostante.

Le prime attenzioni verso Velia risalgono già all’Ottocento, quando studiosi e viaggiatori iniziarono a interessarsi alle rovine dell’antica città. Tuttavia, le prime vere campagne di scavo furono avviate solo nel 1927 sotto la direzione dell’archeologo Amedeo Maiuri, che riportò alla luce importanti strutture sull’acropoli e nei quartieri urbani. A partire dagli anni Sessanta, grazie al lavoro sistematico di Mario Napoli, gli scavi conobbero un impulso decisivo, portando alla scoperta della celebre Porta Rosa, straordinario esempio di ingegneria greca e uno dei più antichi archi a tutto sesto della Magna Grecia, insieme alla via che collegava i quartieri meridionali all’acropoli.

Passeggiando tra i resti dell’antica Velia, è possibile attraversare secoli di storia: dalle abitazioni e dalle terme romane del quartiere meridionale fino all’agorà e all’acropoli, dove si concentravano gli edifici pubblici e religiosi più importanti. Qui si erge ancora la Torre di Velia, testimonianza dell’epoca medievale, costruita sul basamento del tempio greco dedicato probabilmente ad Atena e parte del sistema difensivo del castello di Castellammare della Bruca.

Velia non fu soltanto un centro urbano e commerciale di rilievo, ma anche un fondamentale polo culturale del mondo antico. Fu infatti sede della Scuola Filosofica Eleatica, che con pensatori come Parmenide, Zenone e Senofane contribuì a rivoluzionare il pensiero occidentale. Allo stesso tempo, la città ospitò una rinomata scuola medica, considerata antesignana della futura Scuola Medica Salernitana, e accolse importanti personalità della Roma antica come Cicerone, Bruto e Orazio, attratti dalla salubrità del luogo e dalla sua vivacità culturale.

Dal 2020, l’unione amministrativa con Paestum ha rafforzato ulteriormente il valore del parco, creando un sistema integrato che valorizza in modo coordinato due delle più importanti testimonianze della civiltà magnogreca. Questo ha consentito non solo una maggiore tutela e promozione del patrimonio, ma anche un significativo incremento dei visitatori, attratti dalla possibilità di vivere un’esperienza completa tra templi monumentali, città antiche e paesaggi senza tempo.

Il Parco Archeologico di Paestum e Velia non è solo un luogo da visitare, ma un viaggio immersivo nella storia, capace di restituire la grandezza delle civiltà che hanno segnato il Mediterraneo e di raccontare, attraverso le sue rovine e il suo paesaggio, una delle pagine più affascinanti dell’antichità.

Foto di Francesco Maraucci e Alessio Capitani

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