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Palazzo De Dominicis-Ricci

Palazzo De Dominicis-Ricci

Nel cuore del centro storico di Ascea sorge il Palazzo De Dominicis-Ricci, uno degli edifici più rappresentativi della memoria storica e politica del borgo. Sottoposto a vincolo di tutela storico-artistica, il palazzo racconta attraverso le sue mura le vicende di una delle famiglie più influenti del territorio cilentano, i De Dominicis, protagonisti attivi della vita pubblica tra XVIII e XIX secolo.

Fino alla fine dell’Ottocento, l’edificio fu infatti proprietà della famiglia De Dominicis, il cui nome è strettamente legato ai moti liberali che attraversarono il Mezzogiorno. Figura centrale fu Teodosio De Dominicis, avvocato attivo a Napoli ed esponente del liberalismo meridionale, coinvolto nei Moti Cilentani del 1828. Arrestato e condannato a morte per il suo impegno politico, rappresenta ancora oggi uno dei simboli della lotta per le libertà costituzionali nel Sud Italia.

Il palazzo fu teatro di ulteriori episodi legati ai fermenti rivoluzionari dell’epoca. Nel 1848, durante i moti antiborbonici, Ulisse De Dominicis ospitò tra queste stanze Costabile Carducci, figura di spicco della seconda insurrezione cilentana. Pochi anni dopo, nel 1860, il nipote Teodosio partecipò attivamente al processo risorgimentale guidando una colonna garibaldina verso Napoli, contribuendo così all’unificazione italiana.

Con l’avvento dell’Unità d’Italia, il declino economico della famiglia portò alla vendita dell’edificio, che intorno al 1880 fu acquistato da Celestino Ricci. Da quel momento il palazzo subì una progressiva frammentazione, perdendo l’originaria struttura unitaria e assumendo la configurazione attuale, suddivisa in più proprietà.

Oggi il Palazzo De Dominicis-Ricci conserva intatto il suo valore storico e simbolico, rappresentando una testimonianza concreta delle vicende politiche e sociali che hanno segnato il Cilento. Passeggiando tra le vie del centro storico di Ascea, questo edificio si inserisce armoniosamente nel tessuto urbano, offrendo al visitatore non solo un esempio di architettura locale, ma anche un punto di contatto diretto con la storia del Risorgimento e delle lotte per la libertà che hanno attraversato il territorio.

Foto di Alessio Capitani

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