Arroccata sulla sommità della scogliera in località Baia Tirrena, a Marina di Ascea, la Torre del Telegrafo domina il paesaggio con la sua presenza austera e carica di storia. Conosciuta anche come Torre al Capo di Ascea, rappresenta una delle più suggestive testimonianze del sistema difensivo costiero del Regno di Napoli, pensato per proteggere il territorio dalle incursioni dei pirati.
Le origini della torre risalgono al XIII secolo, ma la struttura attuale è il risultato della ricostruzione avviata nel 1567 su impulso del viceré Don Perafan de Ribera, nell’ambito di un ambizioso progetto difensivo del 1563. L’obiettivo era quello di creare una rete di torri di avvistamento lungo le coste per contrastare le scorrerie dei pirati turchi, tra cui le temute flotte guidate dal celebre Khayr al-Din Barbarossa.
Di forma quadrata e costruita in posizione strategica, la torre deve il suo nome ai sistemi di comunicazione ottica utilizzati in passato: segnali di fumo e fuochi permettevano al torriere di trasmettere rapidamente informazioni alle torri vicine, avvisando la popolazione di eventuali pericoli in arrivo dal mare.
Il fascino della Torre del Telegrafo è amplificato dal contesto naturale che la circonda. Alle sue spalle si aprono insenature selvagge e incontaminate, accessibili esclusivamente via mare, come la suggestiva Baia d’Argento e la Baia della Rondinella, che custodisce la pittoresca Grotta della Madonnina. Proseguendo lungo la costa si raggiunge la Spiaggia di Fiumicello, dove il torrente omonimo incontra il mare segnando il confine tra Ascea e Pisciotta.
I nomi di queste baie, oggi evocativi e ricchi di fascino, furono attribuiti da Gennaro Greco, figura di riferimento per la valorizzazione del territorio locale.
Visitare la Torre del Telegrafo significa immergersi in un paesaggio dove storia, natura e memoria si fondono in un equilibrio perfetto: un luogo sospeso tra mare e cielo, capace di raccontare secoli di difesa, avvistamenti e vita lungo la costa cilentana.
Foto di Alessio Capitani
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