Nella Bassa Reggiana, dove il grande fiume disegna paesaggi sospesi tra acqua e terra, la cucina conserva storie di ingegno, sopravvivenza e identità. A Gualtieri, uno dei borghi più affascinanti lungo il Po, il piatto simbolo è l’Al Pés Gàt, ovvero il pesce gatto in umido: una ricetta semplice e autentica che affonda le radici nella cultura popolare e nella vita delle golene.
Gualtieri: un borgo tra arte e fiume
Adagiato lungo il Po, Gualtieri è un piccolo gioiello dell’Emilia-Romagna. Il suo cuore è la scenografica Piazza Bentivoglio, dominata dall’imponente palazzo rinascimentale che racconta il passato nobile del borgo.
Ma oltre all’arte, qui è il fiume a dettare il ritmo della vita. Le golene, le lanche e le acque lente hanno modellato non solo il paesaggio, ma anche le abitudini alimentari. È proprio in questo contesto che nasce la tradizione del pesce gatto, protagonista di una cucina povera ma ricchissima di sapore.

Le origini dell’Al Pés Gàt
Il pesce gatto (Ictalurus melas), introdotto dal Nord America tra fine Ottocento e inizio Novecento, trovò nel Po un habitat ideale. Corpo tozzo, senza squame, baffi evidenti e carne saporita: caratteristiche che conquistarono presto le cucine locali.
In origine venne introdotto per motivi pratici: durante la lavorazione della canapa, serviva a eliminare le larve che si formavano nell’acqua. Ma da “pesce da lavoro” divenne rapidamente una risorsa alimentare preziosa, soprattutto nelle comunità rivierasche.
Nelle lanche del Po — specchi d’acqua stagnante formati dalle piene — il pesce gatto proliferava, diventando uno degli ingredienti più accessibili per le famiglie contadine.

Ph. Depositphotos
Ingredienti
4 pesci gatto
300 g di pomodori pelati
1 cipolla
1 costa di sedano
1 spicchio d’aglio
Prezzemolo q.b.
2 manciate di piselli freschi
Olio per friggere
Farina di mais
Sale
Preparazione
Pulizia del pesce: il pesce gatto va accuratamente pulito e privato delle parti non commestibili.
Infarinatura e frittura: i pezzi vengono passati nella farina di mais e fritti in olio caldo fino a doratura.
Il soffritto: in un tegame si prepara un fondo con cipolla, sedano e aglio.
La cottura in umido: si aggiungono i pomodori pelati, i piselli e successivamente il pesce fritto.
Lenta cottura: il tutto cuoce lentamente, amalgamando i sapori fino a ottenere un intingolo ricco e profumato.
Tradizionalmente, il piatto viene servito con polenta, perfetta per raccogliere il sugo.
Un piatto che racconta un mondo
L’Al Pés Gàt non è solo una ricetta: è una testimonianza di un ecosistema oggi in gran parte scomparso. Con la trasformazione delle golene e la riduzione delle lanche, anche l’habitat del pesce gatto si è ridotto drasticamente.
Eppure, nelle cucine di Gualtieri, questo piatto continua a vivere, custodendo il legame tra uomo, fiume e memoria. Ogni boccone qui è un viaggio nel tempo, tra le lanche del Po e le storie delle cuoche rivierasche che hanno trasformato un pesce umile in un simbolo identitario.
In collaborazione con: Comune di Gualtieri
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