Tra i monti dell’entroterra ligure, dove la Liguria incontra il Piemonte e i torrenti Stura, Angassino e Ponzema disegnano la valle, sorge Campo Ligure, uno dei borghi più affascinanti della valle Stura. Inserito tra I Borghi più Belli d’Italia, questo piccolo centro racchiude una storia fatta di artigianato, tradizioni contadine e sapori autentici.
Se la fama del paese è legata soprattutto alla raffinata filigrana d’argento, esiste un’altra espressione identitaria che racconta la vita quotidiana di un tempo: la Revzora (o Revžöra), una focaccia rustica e fragrante preparata con farina di grano e farina di mais.
Questo piatto semplice e genuino nasce dalla cultura contadina e oggi rappresenta uno dei simboli gastronomici più autentici del borgo.
Campo Ligure: un borgo tra storia, natura e artigianato
Campo Ligure è l’immagine perfetta del borgo storico italiano. L’abitato si presenta compatto e armonioso, con vicoli, piazze, palazzi storici e un castello medievale che domina il paese. Attorno al centro storico si estende il territorio rurale, con boschi, pascoli e montagne che sfiorano i mille metri di altitudine.
Il borgo è incastonato tra due aree naturali di grande valore: il Parco Naturale Regionale del Beigua, riconosciuto come UNESCO Global Geopark, e il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo. Questo contesto ambientale rende il territorio ideale per trekking, mountain bike ed escursioni.
Fin dall’antichità Campo Ligure è stato un importante crocevia commerciale tra Liguria e Piemonte. Nel tempo ha sviluppato diverse attività economiche, dalla lavorazione del legno e del ferro fino alla produzione del cotone. Tuttavia, è alla fine dell’Ottocento che nasce l’attività che ancora oggi caratterizza il borgo: la lavorazione della filigrana d’argento, un’arte raffinata che trasforma sottilissimi fili di metallo in gioielli preziosi.
Accanto all’artigianato, il borgo custodisce anche una forte tradizione gastronomica, fatta di prodotti locali, castagne, mieli di montagna, formaggi e ricette contadine tramandate nel tempo.

Ph. Freddyfan89/flickr
La Revzora: la focaccia contadina di Campo Ligure
Tra le specialità del territorio, la Revzora occupa un posto speciale. Si tratta di una focaccia rustica che si distingue dalla classica focaccia ligure per l’aggiunta della farina di mais, ingrediente che le conferisce il caratteristico colore dorato e una consistenza friabile.
Le origini del piatto risalgono probabilmente al XVIII secolo, quando nelle famiglie contadine la farina di grano scarseggiava e si ricorreva a ingredienti più economici. La Revzora rappresentava quindi una valida alternativa al pane, capace di nutrire e saziare con pochi ingredienti semplici.
Il nome stesso del piatto sembra derivare dal termine dialettale “ravezö”, che indicava lo scarto della farina o una macinatura grossolana ricca di crusca. Con il tempo il mais entrò stabilmente nella ricetta, contribuendo a migliorarne la conservazione e il sapore.
Ancora oggi la Revzora viene preparata in diverse varianti familiari e artigianali: alcune panetterie la propongono in piccole focaccette, altre in teglia come la focaccia genovese.
Ingredienti
300 g di farina di grano tenero tipo 0
200 g di farina di mais
250 ml di acqua tiepida
20 g di lievito di birra
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di sale
rosmarino fresco (facoltativo)
Preparazione
Sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida. In una ciotola unire la farina di grano e la farina di mais, quindi versare lentamente l’acqua con il lievito e iniziare a impastare.
Incorporare l’olio extravergine di oliva e il sale, continuando a lavorare l’impasto fino a ottenere una consistenza morbida e omogenea.
Coprire l’impasto con un canovaccio e lasciarlo lievitare per circa un’ora in un luogo tiepido.
Ungere una teglia con olio extravergine di oliva e stendere l’impasto con le mani, creando uno strato non troppo sottile.
Condire con un filo d’olio e, se gradito, aggiungere qualche rametto di rosmarino.
Infornare a 200°C per circa 20–25 minuti, finché la superficie risulterà dorata e croccante.

Come gustarla secondo la tradizione
La Revzora viene consumata abitualmente come merenda rustica o antipasto, spesso accompagnata da formaggi locali o salumi. Il suo abbinamento più tradizionale è con la testa in cassetta, un salume tipico del territorio campese che ne esalta il sapore.
Il risultato è un incontro perfetto tra la fragranza della focaccia e la sapidità dei prodotti della tradizione contadina.
Revzora: storia e identità di Campo Ligure
La Revzora non è solo una focaccia: è un racconto di Campo Ligure, delle sue famiglie contadine, della capacità di trasformare ingredienti semplici in una tradizione gastronomica identitaria.
Passeggiando tra i vicoli del borgo, tra botteghe di filigrana e profumi di forno, si comprende come in questi luoghi la cucina sia parte integrante della storia. Assaggiare la Revzora significa quindi scoprire un pezzo autentico della Liguria più vera, quella dell’entroterra, dove le tradizioni continuano a vivere tra cultura, natura e sapori antichi.
In collaborazione con: Comune di Campo Ligure
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