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Compendio Garibaldino

Compendio Garibaldino

Il Compendio Garibaldino di Caprera è uno dei luoghi più suggestivi e significativi della storia italiana, strettamente legato alla figura di Giuseppe Garibaldi. Qui l’Eroe dei Due Mondi trascorse gli ultimi anni della sua vita, dedicandosi a un’esistenza semplice fatta di agricoltura e pastorizia, fino alla morte avvenuta il 2 giugno 1882. Oggi il complesso è proprietà dello Stato italiano ed è adibito a museo.

Garibaldi giunse per la prima volta a Caprera nel 1849, proveniente da Tunisi, e nel 1855 acquistò metà dell’isola grazie a un lascito del fratello. L’anno successivo si stabilì definitivamente, inizialmente in un piccolo ovile restaurato con l’aiuto del figlio Menotti e di alcuni amici. In seguito fece costruire una dimora più ampia, la celebre Casa Bianca, che divenne il cuore della sua vita familiare insieme ai figli, alla moglie Francesca Armosino e ai suoi collaboratori più fidati.

Il complesso si sviluppa attorno a un cortile centrale, su cui si affacciano la Casa Bianca e gli edifici della fattoria. Al centro si trova il cosiddetto “albero di Clelia”, un pino piantato da Garibaldi nel 1867 in occasione della nascita della figlia. La Casa Bianca, semplice e lineare, è realizzata in granito e intonacata di bianco; al suo interno conserva ambienti rimasti quasi intatti, tra cui la stanza in cui il generale trascorse gli ultimi giorni di vita. Qui è ancora visibile il letto di morte, protetto da una teca, e l’orologio fermo alle 18:20, l’ora esatta della sua scomparsa. Nella stessa stanza è custodito anche un ritratto realizzato dal pittore Saverio Altamura.

Accanto alla casa principale si trovano altri edifici che raccontano la quotidianità di Garibaldi. Tra questi la prima abitazione ricavata da un ovile, la cosiddetta “casa di ferro”, una struttura prefabbricata donata dal capitano Felice Orrigoni e utilizzata come biblioteca, e gli spazi dedicati alle attività agricole. Sono presenti anche un antico mulino, un forno e ambienti che oggi ospitano oggetti e strumenti legati alla vita del generale.

A breve distanza dalla Casa Bianca si trova il piccolo cimitero di famiglia, raggiungibile attraverso un sentiero immerso nella natura. Qui riposa Garibaldi, sepolto sotto un grande masso di granito, nonostante avesse espresso il desiderio di essere cremato. La sua tomba è stata per un secolo, dal 1882 al 1982, presidiata da un picchetto d’onore della Marina Militare, a testimonianza dell’importanza storica e simbolica del luogo.

Il Compendio Garibaldino rappresenta oggi un luogo di memoria unico, dove storia, natura e identità nazionale si intrecciano, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica sulle tracce di uno dei protagonisti dell’Unità d’Italia.

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