Il carrello è vuoto.
Cattedrale di Acerenza

Cattedrale di Acerenza

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio, maestoso Duomo di Acerenza, sorge su un sito che fu luogo sacro fin dall’antichità: qui si trovava un tempio romano dedicato a Ercole Acheruntino e, successivamente, una chiesa paleocristiana. L’attuale edificio fu avviato alla fine dell’XI secolo per volontà dell’arcivescovo normanno Arnaldo di Saint Evroul, uomo di fiducia di Roberto il Guiscardo, e completato nei primi decenni del XII secolo grazie alle maestranze francesi messe a disposizione dai Normanni.

L’impianto, in stile romanico con influssi transalpini, presenta una pianta a croce latina e un’imponente facciata scandita da un grande rosone e da un portale ornato da sculture simboliche. Originariamente affiancata da due torri campanarie, perse gran parte della sua struttura nel terremoto del 1456: solo una delle torri venne ricostruita nel 1555, e ancora oggi custodisce reperti romani reimpiegati.

L’interno, di grandi dimensioni (69 metri di lunghezza per 23 di larghezza), si sviluppa in tre navate sorrette da massicci pilastri. Il presbiterio sopraelevato si apre sul coro con deambulatorio e cappelle radiali, uno schema raro nel panorama romanico italiano che accomuna Acerenza solo ad Aversa e a Venosa. Le volte a crociera, la cupola ottagonale e i giochi di archi a sesto acuto conferiscono all’ambiente una suggestione unica. Qui si custodiscono opere di diverse epoche: affreschi medievali, statue settecentesche, un polittico rinascimentale e, soprattutto, il simulacro e la reliquia del bastone di San Canio, patrono della città.

Il vero gioiello è la Cripta Ferrillo, commissionata nel 1524 dai conti Ferrillo-Balsa. Ispirata alla Cappella del Succorpo di San Gennaro a Napoli, presenta colonne decorate, bassorilievi rinascimentali e affreschi di Giovanni Todisco da Abriola, che raffigurano Apostoli, Evangelisti e scene sacre. Nella cripta si trova anche il sepolcro della famiglia Ferrillo, mentre un ciclo pittorico rinascimentale, arricchito da motivi classici e figure allegoriche, contribuisce al fascino enigmatico del luogo.

Non mancano leggende e misteri: la reliquia del bastone di San Canio che si sarebbe mosso inspiegabilmente, il prodigio della “santa manna” che trasudava dal sarcofago del patrono, e persino la suggestiva ipotesi che Maria Balsa, discendente della stirpe di Vlad III l’Impalatore, il “Dracula” della storia, sia sepolta proprio qui.

Oggi la Cattedrale di Acerenza, soprannominata la “cattedrale dei misteri”, è considerata uno degli esempi più significativi di romanico dell’Italia meridionale e rimane un monumento straordinario che intreccia fede, arte e leggenda.

Dove mangiare

Dove acquistare

Tour

Attività

Affitti

Auto

Dove dormire